16/7/2025
Pfas, il responsabile del laboratorio di Acque del Chiampo Massimo Fant nominato nel Gruppo nazionale di esperti dell’Istituto Superiore di Sanità
Prosegue anche a livello nazionale l’impegno di Acque del Chiampo per eliminare l’inquinamento da Pfas. Nei giorni scorsi il responsabile del laboratorio interno, Massimo Fant, è stato chiamato dal Centro Nazionale Sicurezza Acque dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a far parte del “Gruppo nazionale di esperti per le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nelle acque destinate al consumo umano” in fase di costituzione in attuazione della Direttiva Europea 2020/2184 e del Decreto Legislativo 18/2023.
L’obiettivo del gruppo è creare un coordinamento nazionale per affrontare l’evoluzione normativa europea e nazionale sui Pfas che sta portando ad un aumento di monitoraggi e controlli e a un restringimento dei limiti.
“Alla luce del quadro regolatorio in rapido sviluppo – si legge nella lettera dell’Istituto Superiore di Sanità che ha individuato il gruppo di esperti insieme al Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), ad autorità ambientali nazionali e territoriali, università e Utilitalia – risulta fondamentale garantire un approccio coordinato a livello nazionale, fondato su metodologie analitiche sfidanti rispetto agli obiettivi ed alle performance richieste per fini di indagini e controllo, associato a strumenti di valutazione delle performance laboratoriali per garantire ed armonizzare le azioni di sorveglianza a protezione della salute pubblica e dell’ambiente”.
“Dal 2013 siamo in prima linea per combattere l’inquinamento da Pfas – commenta il presidente di Acque del Chiampo, Renzo Marcigaglia -. In tutti questi anni Acque del Chiampo ha investito oltre 37 milioni di euro in opere e attività anti Pfas, maturando una grande esperienza attraverso l’impegno quotidiano di tecnici e operatori della nostra società. La nomina del nostro responsabile di laboratorio nel Gruppo nazionale di esperti è il riconoscimento per un’attività che ha raggiunto livelli di eccellenza a livello nazionale e internazionale, tanto che ci stanno contattando anche università non solo italiane ma anche dall’estero per progetti di ricerca sui microinquinanti. Mettiamo volentieri a disposizione dell’Istituto Superiore di Sanità la nostra esperienza, con l’augurio che possa essere utile per il nostro territorio e per aiutare altre zone a trovare soluzioni per un problema che ha colpito fortemente noi, ma che sta emergendo in modo preoccupante in altre aree italiane”.