11/2/2026
PFAS, al via la collaborazione con l’Università di Verona per lo sviluppo di un kit analitico per l’individuazione dei microinquinanti
È stata avviata nei giorni scorsi la collaborazione tra Acque del Chiampo e l’Università degli Studi di Verona per la progettazione e la realizzazione di un kit analitico dedicato alla rivelazione ottica dei PFAS in campioni acquosi.
Il Consiglio di Amministrazione di Acque del Chiampo ha approvato una convenzione con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Ateneo veronese, che vedrà impegnato il gruppo di ricerca “Laboratorio dei Materiali Luminescenti”. coordinato dal professor Fabio Piccinelli, in stretta collaborazione con il laboratorio di analisi di Acque del Chiampo.
Il progetto, della durata di 18 mesi, ha come obiettivo principale l’individuazione di una o più molecole basate su ioni lantanidi luminescenti, capaci di segnalare la presenza di differenti tipologie di PFAS attraverso variazioni della risposta ottica, legate all’interazione tra la molecola luminescente e l’inquinante.
«Le analisi partiranno da soluzioni standard di PFAS a diverse concentrazioni, per poi applicare i materiali ottici più promettenti a campioni reali di acqua potabile e di scarico – spiega il professor Fabio Piccinelli –. Il progetto si inserisce in una collaborazione più ampia tra il Dipartimento di Biotecnologie e Acque del Chiampo, finalizzata alla progettazione e all’applicazione di sonde ottiche per il riconoscimento selettivo e la quantificazione in loco di un’ampia gamma di PFAS. L’obiettivo è consentire il monitoraggio in tempo reale di acque potabili, reflue e bacini idrici. La collaborazione prevede inoltre il coinvolgimento dei gruppi di ricerca dei professori Alessandra Bossi e Nicola Frison».
«Per Acque del Chiampo l’emergenza PFAS rappresenta una priorità fin dal 2013, quando è emersa la gravità dell’inquinamento nel nostro territorio – commenta il presidente di Acque del Chiampo, Renzo Marcigaglia –. Abbiamo completato la messa in sicurezza delle fonti di approvvigionamento e della rete di distribuzione dell’acquedotto, con investimenti superiori ai 37 milioni di euro, e continuiamo parallelamente a sostenere progetti di ricerca finalizzati alla prevenzione e al contrasto delle fonti di inquinamento».