Acque del Chiampo aderisce al “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia

Acque del Chiampo | Acque del Chiampo aderisce al “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia
Acque del Chiampo | Acque del Chiampo aderisce al “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia

5/10/2026

Acque del Chiampo aderisce al “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia

Acque del Chiampo ha aderito al “Patto per la Resilienza idrica” promosso da Utilitalia per rafforzare la capacità del servizio idrico di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, puntando sempre più sulla prevenzione, sull’efficienza e sugli investimenti.

L’adesione al Patto si inserisce nel percorso di Acque del Chiampo per rendere il servizio idrico sempre più efficiente, attraverso investimenti sulle infrastrutture, riduzione delle perdite, digitalizzazione delle reti, tutela delle fonti e capacità di risposta agli effetti del cambiamento climatico.

Utilitalia è la Federazione che riunisce le imprese italiane operanti nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente e dell’energia. Il Patto nasce nel quadro della Water Resilience Strategy europea e individua sei linee d’azione strategiche per rendere il servizio idrico più efficiente e resiliente.

  1. Governare la resilienza idrica attraverso una solida gestione industriale nella piena applicazione della regolazione di settore sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo, garantendo la piena applicazione della regolazione su tutto il territorio nazionale. Ciò richiede un rafforzato sostegno istituzionale ai gestori — adeguando le concessioni ai reali fabbisogni di investimento — e la garanzia di criteri di valutazione uniformi, con l’intervento diretto di ARERA laddove la disciplina regolatoria non sia ancora pienamente applicata.
  2. Sviluppare un sistema idrico water-smart. Per ridurre gli sprechi e incrementare l’efficienza, occorre puntare con decisione su competenze, capacità operative, innovazione e digitalizzazione. Il Patto propone l’introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi, favorendo la diffusione delle best practice, oltre alla standardizzazione e all’interoperabilità dei dati.
  3. Favorire aggregazioni e cooperazione. Il superamento della frammentazione gestionale è un passaggio chiave per rafforzare la solidità economica del settore e la sua capacità di investimento. Si mira a promuovere la nascita di reti d’impresa, un dialogo continuo con l’Autorità di regolazione per indirizzare le risorse e l’adozione di strumenti già consolidati a livello europeo, agevolando al contempo l’accesso al credito e la condivisione delle strategie di innovazione.
  4. Integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi nel ciclo dell’acqua. La tutela del ciclo idrico richiede un approccio sistemico e inclusivo. In quest’ottica, si prevede il confronto con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore — utile anche a finanziare il contrasto ai contaminanti emergenti — e la valorizzazione di soluzioni basate sulla natura, il riuso, la protezione delle falde e l’accumulo, per garantire la resilienza dei territori e il ripristino degli ecosistemi.
  5. Promuovere una cultura dell’acqua. La diffusione della consapevolezza sul valore strategico della risorsa idrica passa attraverso un’azione educativa capillare. Il piano punta a coordinare campagne di sensibilizzazione multilivello e ad avviare una collaborazione strutturata con il mondo scolastico.
  6. Sostenere il ruolo dei gestori come “sentinelle territoriali”. Gli operatori idrici devono essere riconosciuti come attori centrali nell’affrontare sui singoli territori gli impatti del cambiamento climatico. Per farlo, il Patto individua due leve fondamentali: la semplificazione dei procedimenti autorizzativi e un adeguato riconoscimento tariffario per gli investimenti innovativi orientati alla prevenzione e alla resilienza dei territori.