12/10/2026
PFAS, Acque del Chiampo a RemTech Europe: dalla ricerca con l’università americana di Princeton nuove prospettive per la biodegradazione dei microinquinanti
Nuove prospettive per la biodegradazione dei PFAS grazie alla ricerca condotta da Acque del Chiampo in collaborazione con l’Università di Princeton negli Stati Uniti. I risultati preliminari dello studio, che ha permesso di individuare nuovi prodotti di degradazione del PFOS attraverso l’azione di uno specifico batterio, sono stati presentati a RemTech Europe 2026, il convegno internazionale dedicato al monitoraggio, alla bonifica e alla riqualificazione dei siti contaminati, ospitato dal centro congressi della Fiera di Ferrara.
A illustrare i risultati è stato Alessandro Pellizzaro, tecnico del laboratorio interno di Acque del Chiampo, intervenuto nell’ambito della sessione scientifica “PFAS Treatment for Contaminated Water”, dedicata alle tecnologie e alle prospettive di trattamento delle acque contaminate da sostanze per- e polifluoroalchiliche.
L’intervento, dal titolo “Detection of new metabolites during the degradation of PFOS by Acidimicrobium sp. strain A6 in a Feammox medium”, ha illustrato i progressi della ricerca sulla possibilità di degradare i PFAS attraverso processi biologici, aprendo nuove prospettive per il trattamento di contaminanti caratterizzati da un’elevata persistenza nell’ambiente.
Un contributo scientifico che si inserisce nel percorso avviato da Acque del Chiampo nel 2013 per affrontare la contaminazione da PFAS, attraverso attività di monitoraggio, interventi sugli impianti e progetti di ricerca e sviluppo. Un impegno che ha portato l’azienda a diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale e che si traduce in 36 milioni di euro di investimenti realizzati e programmati per contrastare la presenza di PFAS e garantire la qualità dell’acqua distribuita ai cittadini.
RemTech Europe, appuntamento internazionale organizzato annualmente dal 2007, riunisce aziende, ricercatori, istituzioni e professionisti impegnati nella gestione delle matrici ambientali contaminate. L’edizione 2026 ha dedicato ai PFAS una specifica sessione scientifica, con interventi sulle nuove tecnologie di rimozione e distruzione di questi contaminanti, sulle soluzioni per il trattamento delle acque sotterranee e sulle prospettive di applicazione industriale dei risultati della ricerca.
In questo contesto, Acque del Chiampo ha presentato gli sviluppi della collaborazione con Princeton, che ha permesso di approfondire le conoscenze sull’attività del batterio Acidimicrobium A6, già dimostratosi in grado, in condizioni anaerobiche e in ambiente Feammox, di degradare il PFOS, una delle sostanze più persistenti appartenenti alla famiglia dei PFAS.
Le precedenti attività di ricerca avevano evidenziato la formazione di molecole perfluorurate con un numero inferiore di atomi di carbonio rispetto alla sostanza di partenza. Gli studi più recenti, condotti sui campioni entrati in contatto con il batterio, hanno consentito di compiere un ulteriore passo avanti, individuando nuovi prodotti di degradazione, tra cui molecole di PFOS defluorurate e perfluorosulfonammidi a catena corta.
L’elemento di particolare interesse scientifico riguarda l’identificazione dei punti della molecola di PFOS nei quali avviene la defluorurazione, ossia la rimozione di atomi di fluoro. Attraverso l’analisi degli spettri di massa ottenuti con strumentazione cromatografica ad alta risoluzione, i ricercatori hanno identificato la presenza di atomi di idrogeno legati agli atomi di carbonio nelle posizioni alfa e beta rispetto al gruppo solfonico della molecola.
Si tratta di un risultato importante perché la defluorurazione in queste specifiche posizioni può rendere la catena fluoroalchilica più vulnerabile alla successiva rottura dei legami tra gli atomi di carbonio da parte di altri batteri, favorendo la formazione di molecole a catena più corta.
Lo studio contribuisce quindi a chiarire i meccanismi attraverso i quali Acidimicrobium A6 può intervenire nella degradazione dei composti perfluoroalchilici, fornendo nuove informazioni sui possibili percorsi biologici di trasformazione dei PFAS. L’identificazione dei siti specifici di defluorurazione rappresenta un avanzamento nella comprensione di processi che potrebbero contribuire, in prospettiva, allo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento delle acque contaminate.
La partecipazione a RemTech Europe 2026 conferma il ruolo assunto da Acque del Chiampo non soltanto nella gestione della problematica PFAS sul territorio, ma anche nella ricerca di soluzioni innovative di interesse per l’intero settore idrico attraverso le collaborazioni con università ed enti di ricerca italiani e internazionali.