19/5/2026
Montecchio Maggiore, un’estate di impegno e cittadinanza attiva per i giovani impegnati nel progetto “Ci sto? Affare Fatica!” 2026 con il sostegno di Acque del Chiampo
Partirà nelle prossime settimane a Montecchio Maggiore l’edizione 2026 del progetto “Ci sto? Affare Fatica!”, promosso e gestito dalla cooperativa sociale Piano Infinito, grazie al sostegno di Acque del Chiampo e del Comune di Montecchio Maggiore. L’iniziativa coinvolge ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni, chiamati a impegnarsi in attività di volontariato e manutenzione del patrimonio urbano, con l’obiettivo di promuovere in loro il senso civico, di responsabilità e partecipazione attiva alla vita della comunità.
Il progetto sarà attivo dal 29 giugno al 31 luglio: ogni giovane iscritto potrà frequentare una settimana a scelta ed è richiesta la residenza nel territorio comunale. Nella scorsa edizione sono stati 50 i giovani iscritti, suddivisi in 5 settimane di attività tra giugno e luglio. Per ciascuno è previsto, al termine della settimana di impegno, un “buono fatica” del valore di 50 euro, da spendere in uno negli esercizi commerciali di Montecchio Maggiore che hanno aderito alla proposta.
A supporto dei gruppi, saranno presenti i tutor, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che guideranno il gruppo di giovani e riceveranno a loro volta un “buono fatica” di 100€, oltre agli handyman che affiancheranno i ragazzi nelle attività manuali. Il progetto prevede anche il coinvolgimento di una decina di persone con disabilità, accompagnate dagli educatori della cooperativa Piano Infinito, che parteciperanno attivamente alle attività all’interno dei gruppi, in un’ottica inclusiva.
Da questa settimana nel portale del progetto Ci sto? Affare Fatica! sarà possibile per i giovani dai 14 ai 19 anni procedere con l’iscrizione. Ogni partecipante potrà frequentare una settimana a scelta. È aperta anche la ricerca dei tutor, che riceveranno una formazione adeguata prima dell’avvio delle attività. Chiunque fosse interessato ad approfondire la figura del tutor può scrivere a pianoinfinito@cistoaffarefatica.it e verrà ricontattato direttamente dai referenti del progetto.
Quest’anno gli esercizi commerciali del territorio che hanno aderito al progetto, ed emetteranno i “buoni fatica”, sono circa una decina e saranno riconoscibili grazie a un logo che verrà affisso nei locali.
Nelle precedenti edizioni le piccole manutenzioni e gli interventi di pulizia hanno interessato 15 zone e strutture pubbliche della città, tra cui le scuole Piaget, Collodi, Andersen e Anna Frank, il parco di via Nievo e il parchetto di via Saba, le piazze Carli, Fraccon e Marconi, via Generale Dalla Chiesa, il Polisportivo comunale, via dei Trozi, la Casa delle Associazioni, il parco di Via Volta e gli spazi esterni dell’Istituto Ceccato. L’iniziativa ha riscosso un successo tale da rendere necessaria la creazione di una lista d’attesa con 30 giovani, per il raggiungimento del numero massimo di partecipanti.
«Siamo molto felici di aver avviato per il terzo anno consecutivo questa iniziativa che sta diventando un punto di riferimento per il territorio e per i giovani che lo abitano», sono le parole di Elena Rigon, responsabile del progetto per Piano Infinito Cooperativa Sociale. «Vedere la partecipazione, l’entusiasmo e il senso civico con cui ragazze e ragazzi si mettono in gioco è per noi motivo di grande soddisfazione. Ancora più significativo è aver potuto coinvolgere, anche quest’anno, le persone con disabilità della nostra cooperativa: per noi è fondamentale che siano protagoniste attive della vita del territorio, non spettatrici, ma risorse preziose per la comunità. Questo approccio riflette pienamente la nostra visione e missione: guardare alla disabilità non come a una difficoltà, ma come a una ricchezza, capace di generare valore, relazioni e senso di appartenenza. Progetti come questo ci stanno a cuore perché ci permettono di prenderci cura, insieme, del bene comune: quello spazio condiviso fatto di luoghi, relazioni, rispetto e bellezza, in cui ogni persona può sentirsi parte e fare la propria parte. Il focus principale del progetto, inoltre, sono i giovani protagonisti attivi all’interno del territorio comunale di residenza, nel quale si rendono utili al decoro e alla manutenzione di beni comuni, il tutto in un contesto gioioso che mira a creare relazioni sane e proattive».
Per Marco Palla, responsabile degli handyman per il progetto: «Uno degli aspetti più belli e forse meno visibili, ma non per questo secondari, del progetto è proprio la presenza degli handyman: adulti, lavoratori, volontari che hanno deciso di mettere a disposizione tempo e competenze per accompagnare i giovani nel loro percorso di cura del territorio. Quello che si è creato è stato un vero e proprio travaso intergenerazionale, in un contesto non formale, fatto di lavoro condiviso e consigli pratici. Ed è in quei momenti che il sapere ha cambiato direzione: è uscito dalle mani esperte degli adulti per entrare nella curiosità e nell’energia dei ragazzi. Questa trasmissione di conoscenze, valori e piccole grandi abilità artigianali è un tesoro silenzioso del progetto, ma forse uno dei più duraturi».
«Anche quest’anno l’amministrazione comunale ha scelto di sostenere un progetto che è sia occasione educativa che formativa per i giovani del nostro territorio. Durante il periodo estivo i ragazzi avranno la possibilità di impiegare il proprio tempo in modo costruttivo, mettendosi in gioco in attività a servizio della comunità», dichiara l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Montecchio Maggiore, Andrea Palma. «Questa esperienza ha un forte valore sociale perché permette ai giovani di sviluppare senso civico, responsabilità e attenzione verso il bene comune, ma anche di apprendere competenze pratiche e manuali attraverso piccoli interventi di manutenzione e cura degli spazi pubblici. Contribuiranno a rendere il nostro territorio più bello, ordinato, vivibile e, allo stesso tempo, avranno l’opportunità di crescere e lavorare insieme, comprendendo quanto sia importante sentirsi parte attiva della propria comunità».
«Essere una Società Benefit significa anche promuovere iniziative che rafforzano il senso di comunità, la partecipazione dei giovani e la cura dei beni comuni come il progetto Ci sto? Affare Fatica», commenta il direttore generale di Acque del Chiampo, Andrea Chiorboli. «Insegna ai ragazzi il rispetto per gli spazi che viviamo ogni giorno, contribuendo a rendere più belli, accoglienti e vivibili i nostri quartieri. Crediamo che esperienze come questa aiutino le nuove generazioni a crescere con maggiore consapevolezza civica, responsabilità e attenzione verso gli altri e verso l’ambiente».