7/5/2026
Depuratore di Arzignano, pienamente operativo il nuovo comparto di ozonizzazione che migliora efficacia e sostenibilità del trattamento dei reflui industriali
Un importante passo in avanti per la qualità delle acque reflue del distretto conciario è stato compiuto grazie al nuovo comparto di ozonizzazione del depuratore industriale di Arzignano di Acque del Chiampo, pienamente operativo da circa un anno; si tratta di una tecnologia avanzata che consente di migliorare in modo significativo le performance di trattamento, con benefici concreti in termini ambientali.
L’ozonizzazione è un processo di ossidazione avanzata che utilizza l’ozono per la decolorazione del refluo, la disinfezione e il miglioramento complessivo della qualità dell’acqua. Inserito prima della fase finale di chiariflocculazione, il nuovo sistema potenzia l’efficacia del processo depurativo già articolata, composto da pretrattamenti, sedimentazione primaria, ossidazione biologica e flottazione, prima della consegna delle acque depurate al collettore consortile di Arica.
La realizzazione del comparto ad ozono ha previsto la demolizione di strutture non più in uso e la costruzione di una nuova vasca interrata lunga circa 60 metri, larga 13 e profonda 6, dove l’ozono prodotto dall’impianto viene miscelato al refluo. A valle, il sistema è completato da una vasca per la riduzione del cromo, dotata di impianto di sollevamento, e da un’ulteriore sezione per la flocculazione. È stato inoltre edificato un nuovo fabbricato destinato ad accogliere le apparecchiature necessarie al funzionamento dell’impianto, tra cui generatori e distruttori di ozono, sistemi di raffreddamento e ricompressione dell’ossigeno.
I lavori, avviati alla fine del 2020, si sono conclusi nel 2023, mentre il collaudo tecnico-amministrativo è stato completato a maggio 2025. L’investimento complessivo ammonta ad oltre 15 milioni di euro, di cui 7,8 milioni finanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Dal punto di vista operativo, il comparto è in grado di trattare fino a 1.800 metri cubi all’ora di refluo e di produrre 130 chilogrammi all’ora di ozono. L’azione ossidante dell’ozono consente di migliorare sensibilmente i principali parametri di qualità dell’acqua trattata.
I risultati registrati evidenziano infatti una riduzione significativa del carico organico (COD), con un calo medio del 20% allo scarico (da 105 a 84 mg/l), una diminuzione del cromo totale del 5% (da 0,268 a 0,254 mg/l), un marcato miglioramento della decolorazione, con una riduzione dell’assorbanza fino al 60% alle lunghezze d’onda più rappresentative e ulteriori benefici in termini di disinfezione e abbattimento dei solidi sospesi.
Il nuovo comparto di ozonizzazione rappresenta dunque un investimento strategico per l’efficienza e la sostenibilità del sistema depurativo, rafforzando il ruolo dell’impianto di Arzignano come punto di riferimento per l’innovazione ambientale al servizio del territorio e della filiera produttiva.