Estensione idrica per messa in sicurezza dai Pfas

Completati i lavori a Lonigo e Brendola per messa in sicurezza dai Pfas. Investimenti per oltre due milioni di euro in quattro anni tra Lonigo e Brendola .

Acque del Chiampo va avanti con gli interventi nei territori che in passato sono stati maggiormente interessati dal problema dei PFAS. A Lonigo sono terminati i lavori per l’estensione della rete idrica dell’acquedotto anche a quei cittadini che prima attingevano a pozzi privati.

Un piano di interventi iniziato in marzo 2014 a Lonigo con l’installazione dei filtri a carboni attivi nel sito di via dell’Artigianato e che è proseguito fino ad oggi con la predisposizione di nuovi allacciamenti, che potranno garantire l’approvvigionamento di acqua ad uso domestico, in favore di circa 100 nuove famiglie.

Quest’opera offre il vantaggio di assicurare ai cittadini delle zone interessate, anzitutto, la fornitura di acqua costantemente controllata, grazie ad un investimento di circa 1.200.000 euro, per di 12,5 km di rete.

Gli interventi sono stati suddivisi in due parti, con il simultaneo impiego di due imprese ed in questo modo sono state messe in sicurezza le famiglie nelle zone più colpite dall’emergenza dei Pfas. A Lonigo le opere si sono così concluse nei tempi previsti in via Romola, via Spessa, vie Ca’ Lasagna, Crocetta, Sabbionara e Albaria e sono quasi terminate in via Lore, via Preon, via San Vettore, via Carrara e via Madonna Laterale.

A Lonigo, Acque del Chiampo ha iniziato inoltre il rinnovamento del parco contatori con la sostituzione sistematica di circa 5700 strumenti di misura dell’acquedotto, secondo quanto stabilito dalla vigente normativa ed in linea con la scelta strategica adottata da Acque del Chiampo di dotare il proprio parco contatori di nuovi dispositivi maggiormente efficienti e precisi.

L’investimento ammonta a euro 745.539,30 ed inizierà a settembre.

I lavori interesseranno tutto il territorio comunale, dalla zona collinare fino alle frazioni di Almisano, Madonna, Bagnolo ed anche il centro cittadino. Gli utenti residenti nella zona collinare e di Almisano sono già stati informati da Acque del Chiampo direttamente.

Con l’occasione i lavori prevedono anche il rifacimento completo degli allacci soggetti a potenziali perdite, nell’ottica di dotare le zone interessate di un sistema di distribuzione di acquedotto efficiente ed evoluto.

Nell’incontro con la stampa che si è svolto stamattina, alla presenza del presidente di Acque del Chiampo Renzo Marcigaglia, del presidente del Consiglio di Bacino Giorgio Gentilin e dei due sindaci di Brendola e Lonigo, Bruno Beltrame e Luca Restello, il consigliere delegato Andrea Pellizzari ha anche illustrato gli investimenti dell’azienda arzignanese negli ultimi quattro anni in materia di PFAS (vedi slide allegate) dichiarando che “Acque del Chiampo ha investito quasi tre milioni di euro del proprio bilancio per fronteggiare l’emergenza PFAS, agendo sempre su impulso del Consiglio di Bacino ed in stretto coordinamento con le Autorità Sanitarie ed Ambientali”

 “Dopo gli opportuni accertamenti tecnici sulle possibili origini della contaminazione” – ha continuato Giorgio Gentilin – “il Consiglio di Bacino Valle del Chiampo ha ritenuto di offrire il proprio contributo tecnico-legale all’azione della Procura della Repubblica di Vicenza presentando un esposto per promuovere tutte le iniziative finalizzate all’integrale ripristino della risorsa ambientale danneggiata ed al risarcimento dei danni subiti dai gestori del servizio idrico”

I sindaci Beltrame e Restello, infine, hanno confermato il lavoro di squadra tra Acque del Chiampo ed i loro territori, come dimostrato dai lavori appena conclusi, manifestano peraltro la volontà di andare avanti con la necessità di tenere monitorata la situazione. Ha concluso il Presidente Marcigaglia ricordando il prezioso lavoro svolto sin dal 2013 e plaudendo all’azione legislativa assunta al Senato in particolare dagli onorevoli vicentini Stefani, Zanettin e Filippin firmatari della mozione che tuttora giace in Parlamento con cui si chiedeva di regolamentare la materia.